{"id":3545,"date":"2021-09-27T12:08:04","date_gmt":"2021-09-27T09:08:04","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/09\/in-preparazione-al-cop26-intervista\/"},"modified":"2021-09-27T12:08:04","modified_gmt":"2021-09-27T09:08:04","slug":"in-preparazione-al-cop26-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2021\/09\/in-preparazione-al-cop26-intervista\/","title":{"rendered":"In preparazione al COP26, intervista con Michele de Nigris, Direttore Sviluppo sostenibile e Fonti Energetiche presso Ricerca sul Sistema Energetico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In preparazione all&#8217;evento COP26 vi proponiamo oggi la nostra intervista al Direttore Sviluppo sostenibile e Fonti Energetiche presso Ricerca sul Sistema Energetico Michele de Nigris. Dott. De Nigris sar\u00e0 ospite domani alla conferenza organizzata in collaborazione dalle Ambasciate d&#8217;Italia e del Regno Unito e dall&#8217;ONG Move.bg &#8220;La strada verso COP26: la scelta della Bulgaria&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>D: Come brevemente potrebbe spiegare che cos\u2019\u00e8 la circolarit\u00e0 nell\u2019energia ad una persona che non \u00e8 esperta?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele de Nigris: Il modo attuale di gestire l\u2019energia pu\u00f2 essere rappresentato come una linea retta: il flusso di energia entra dal lato dalla generazione, fluisce nelle linee di trasmissione e distribuzione e finisce all\u2019utilizzatore, salvo le inevitabili perdite. Lungo il percorso si perde progressivamente energia e si consumano materiali: dai combustibili fossili bruciati nelle centrali elettriche ai materiali che compongono tutto il sistema energetico se non si ricicla nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, \u00e8 possibile convertire quella linea retta in un cerchio, o meglio, in una serie di cerchi: alimentando il sistema energetico con le energie rinnovabili (eolico, solare, geotermico, idroelettrico) possiamo chiudere il primo cerchio della generazione rendendo sostenibile il flusso di energia in ingresso. Il flusso di materia nella generazione pu\u00f2 essere chiuso facendo in modo che il materiale utilizzato per la costruzione dei generatori, come i pannelli fotovoltaici o le pale eoliche possano essere riciclati a fine vita. Anche la trasmissione e distribuzione di energia pu\u00f2 essere resa circolare se si utilizza in modo utile il calore generato dalle inevitabili perdite, se ricicla il rame, il ferro, l\u2019olio, il vetro, la plastica con cui si costruisce il sistema. Analogamente, ogni azione di efficientamento nell\u2019utilizzo dell\u2019energia contribuisce alla circolarit\u00e0 del sistema energetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>D: Quali cambiamenti fondamentali nella vita quotidiana richieder\u00e0 l\u2019impegno dell\u2019UE di diventare neutrale climaticamente entro il 2050?<\/strong> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele de Nigris: E\u2019 uno scopo facilmente raggiungibile? L\u2019impegno europeo nella riduzione del 55% delle emissioni di gas climalteranti entro il 2030, giungendo alla neutralit\u00e0 carbonica entro la met\u00e0 del secolo, \u00e8 molto impegnativo e porter\u00e0 molti cambiamenti nella vita quotidiana di ognuno di noi. \u00c8 innanzitutto un grande appello all\u2019efficienza energetica, alla mobilit\u00e0 sostenibile, all\u2019autoproduzione, al riciclo e alla consapevolezza dell\u2019impatto di ogni nostra azione sul pianeta. \u00c8 anche una grandissima opportunit\u00e0 per ognuno di noi che potremo essere sempre di pi\u00f9 protagonisti consapevoli del nostro futuro: scegliendo, favorendo e accettando la generazione da rinnovabili, modificando i nostri profili di consumo per adattarli alla disponibilit\u00e0 di energia in rete, vendendo al nostro vicino di casa l\u2019energia che produciamo con i pannelli solari, conferendo al riciclo i componenti energetici a fine vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>D: Alla conferenza La strada verso COP 26: la scelta della Bulgaria, Lei presenter\u00e0 l\u2019esperienza dell\u2019Italia nella transizione energetica, ci sono esempi di transizione da un\u2019economia dipendente del carbone, verso un\u2019economia verde che la Bulgaria potrebbe prendere e\u00a0<\/em><em>trasferire dall\u2019Italia, non solo in termini di tecnologia ma anche in termini di approccio al problema, di cooperazione tra i settori ecc.?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michele de Nigris: Vorrei citare due esempi di eccellenza italiana nel settore energetico. Il primo: ogni settore dell\u2019economia italiana, ed in particolare l\u2019industria, l\u2019artigianato, la distribuzione ha portato molta attenzione all\u2019efficienza energetica perch\u00e9 in Italia l\u2019energia \u00e8 sempre stata un po\u2019pi\u00f9 cara che negli altri paesi europei. Questo \u00e8 il frutto di scelte energetiche effettuate negli anni. In termini di efficienza energetica l\u2019Italia \u00e8 tra i campioni internazionali ed ha progressivamente ridotto l\u2019intensit\u00e0 energetica di ogni prodotto. Questo \u00e8 stato possibile grazie all\u2019iniziativa dei singoli imprenditori ma anche degli incentivi che man mano sono stati resi disponibili dalle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo esempio \u00e8 sicuramente quello delle smart grids: il livello di automazione della rete elettrica raggiunto in Italia \u00e8 un esempio internazionalmente riconosciuto: partendo dal contatore elettronico introdotto quasi vent\u2019anni fa e che \u00e8 giunto alla seconda generazione, i sistemi di controllo della rete permettono l\u2019inserimento di grandi quantit\u00e0 di energia da pannelli solari, consentono lo sviluppo della ricarica intelligente dei veicoli elettrici, permettono all\u2019utilizzatore di produrre e consumare localmente energia. In tutti i settori dell\u2019energia, l\u2019Italia che partecipa come protagonista e leader alle iniziative della IEA, di Mission Innovation e della COP26 mantiene un atteggiamento di grandissima apertura a ogni forma di collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"https:\/\/plentix.co\/events\/conferences\/putqt-kum-cop-26-izborut-na-bulgariq\/745\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Link<\/a><\/strong> alla conferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Michele de Nigris<\/strong> \u00e8 Direttore del Dipartimento Sviluppo Sostenibile e Fonti Energetiche di RSE. Come ingegnere elettrico, ha sviluppato una parte significativa della sua carriera nel settore delle tecnologie di trasmissione e distribuzione presso CESI e successivamente in RSE, prima di affrontare, insieme al suo staff, le principali sfide legate all&#8217;interazione del sistema energetico con l&#8217;ambiente. Attivo a livello internazionale, guida il gruppo di lavoro europeo SetPlan sull&#8217;integrazione e la resilienza delle reti e rappresenta l&#8217;Italia nei comitati di coordinamento dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia, in qualit\u00e0 di Vicepresidente. Autore di circa 90 articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali, \u00e8 inoltre attivamente coinvolto in attivit\u00e0 di standardizzazione in qualit\u00e0 di presidente del Comitato &#8220;Sistemi energetici integrati&#8221; della Commissione Elettrotecnica Nazionale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2021\/09\/michele_de_nigris.jpg\" alt=\"michele de nigris\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"http:\/\/www.rse-web.it\/storia.page\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ricerca sul Sistema Energetico (RSE)<\/strong><\/a> &#8211; l\u2019attuale realt\u00e0 di RSE prende le mosse da una serie di iniziative dell\u2019immediato dopoguerra, in un\u2019Italia tutta da ricostruire, quando si comincia a dar corpo allo sviluppo anche energetico del Paese. Nasce cos\u00ec il CISE: Centro Informazioni, Studi, Esperienze che avvia la sua attivit\u00e0 concentrandosi in particolare sulle modalit\u00e0 di produzione di energia elettrica attraverso l\u2019uso di reazioni nucleari.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel 1956 viene fondato il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano), per creare un soggetto in grado di accompagnare, sotto il profilo della ricerca e dei laboratori di prova, l\u2019unificazione della rete elettrica italiana. Quattro anni dopo, nel 1962, l\u2019Enel \u2013 appena istituita dopo la nazionalizzazione &#8211; acquisisce la maggioranza del capitale azionario di CESI. Negli anni seguenti Enel crea propri centri di ricerca interni, organizzati in una Direzione Studi e Ricerche, che interagiscono con CISE e CESI, diventando punto di riferimento in Italia e in Europa come soggetto primario nelle attivit\u00e0 di ricerca sul sistema elettrico ed energetico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel 2000 la riforma del sistema elettrico italiano porta all\u2019incorporazione, da parte di CESI, di tutte queste iniziative, allo scopo di raggruppare, in un\u2019unica struttura, le competenze di ricerca del Gruppo e di allargare lo spettro dei servizi offerti al settore elettro-energetico ed ambientale nazionale ed internazionale. Due anni dopo passano a CESI anche il Laboratorio Centrale di Piacenza, che integra e potenzia l\u2019offerta di servizi O&#038;M per le centrali termoelettriche e il Polo Idraulico e Strutturale, che offre servizi specialistici per le centrali idrauliche e relative infrastrutture. Nel 2004 una nuova acquisizione &#8211; da Enel New HYDRO \u2013 della Business Unit ISMES, conferisce competenze specialistiche nei settori della salvaguardia del territorio e delle strutture dai rischi naturali, della tutela del patrimonio monumentale e dei servizi di monitoraggio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019anno successivo, al fine di meglio organizzare le attivit\u00e0 di ricerca di interesse generale, nello spirito del decreto istitutivo del Fondo per la Ricerca di Sistema elettrico, viene costituita CESI RICERCA SpA, concentrando tutte le risorse (400 ricercatori e tecnici e relativi laboratori) per lo sviluppo di attivit\u00e0 di ricerca finanziata in Italia e all\u2019estero. Per garantire la prevalente natura pubblica, la maggioranza azionaria della societ\u00e0 (51%) \u00e8 successivamente acquisita da ENEA.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 29 aprile 2009 CESI RICERCA assume la nuova denominazione di ENEA \u2013 Ricerca sul Sistema Elettrico (pi\u00f9 sinteticamente ERSE SpA). Il 15 luglio GSE (Gestore Servizi Elettrici) acquisisce da CESI il 49% del capitale sociale. La missione dell\u2019azienda rimane la stessa: sviluppare programmi di ricerca nel settore elettro-energetico, rivolte all\u2019intero sistema elettrico nazionale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 21 luglio 2010 la societ\u00e0 passa sotto il pieno controllo del socio unico GSE, assumendo la denominazione attuale di Ricerca sul Sistema Energetico \u2013 RSE S.p.A.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In preparazione all&#8217;evento COP26 vi proponiamo oggi la nostra intervista al Direttore Sviluppo sostenibile e Fonti Energetiche presso Ricerca sul Sistema Energetico Michele de Nigris. Dott. De Nigris sar\u00e0 ospite domani alla conferenza organizzata in collaborazione dalle Ambasciate d&#8217;Italia e del Regno Unito e dall&#8217;ONG Move.bg &#8220;La strada verso COP26: la scelta della Bulgaria&#8221;. 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