{"id":600,"date":"2023-10-26T11:46:28","date_gmt":"2023-10-26T08:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/?page_id=600"},"modified":"2024-04-15T10:29:52","modified_gmt":"2024-04-15T07:29:52","slug":"storia-delle-relazioni-diplomatiche-tra-italia-e-bulgaria","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/italia-e-bulgaria\/rapporti-politici\/storia-delle-relazioni-diplomatiche-tra-italia-e-bulgaria\/","title":{"rendered":"Storia delle relazioni diplomatiche tra Italia e Bulgaria"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><b><strong>Le relazioni diplomatiche fra Italia e Bulgaria<\/strong><\/b><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: center;\"><em>di Stefano Baldi<\/em><\/p>\n<p>Le relazioni diplomatiche con la Bulgaria furono stabilite poco dopo la Liberazione del Paese dalla dominazione ottomana e la firma del Trattato di Berlino del 13 luglio 1878 quando venne creato il Principato autonomo di Bulgaria.<\/p>\n<p>Sotto la dominazione ottomana erano gi\u00e0 attive nell\u2019attuale territorio della Bulgaria alcune sedi consolari nelle citt\u00e0 principali del Paese: a Varna dal 1864, a Ruschiuk (attualmente Russe) dal 1868 e a Sofia dal 1875. Dal 1879 risulta inoltre Filippopoli (attualmente Plovdiv). Successivamente l\u2019Italia apr\u00ec nuove rappresentanze consolari, rispettivamente nel porto fluviale di Lom nel 1881 e a Burgas nel 1882, sul Mar Nero. Fino alla nascita del Principato di Bulgaria, tutte le sedi consolari dipendevano dall\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Costantinopoli.<\/p>\n<p>Prima di passare in rassegna i diplomatici italiani che hanno rappresentato l\u2019Italia in questi ultimi 140 anni di relazioni bilaterali (1879-2019) \u00e8 indispensabile fare almeno una breve menzione ad una figura di particolare rilievo che fu l\u2019ultimo Vice Console d\u2019Italia a Sofia prima della liberazione. Si tratta di Vito Positano che nel 1877, nella fase finale della guerra russo-turca, come decano del Corpo Consolare a Sofia<sup>[i]<\/sup>\u00a0si rifiut\u00f2 di obbedire agli ordini di Osman Pasci\u00e0, comandante delle forze turche, che intendeva incendiare la citt\u00e0 prima dell\u2019arrivo dell\u2019esercito russo. Egli, insieme ai colleghi di Francia e di Austria-Ungheria, riun\u00ec un gruppo di volontari bulgari che salv\u00f2 la citt\u00e0 dall&#8217;incendio gi\u00e0 appiccato. Dopo questo atto eroico, Vito Positano fu nominato cittadino onorario della nuova capitale e gli fu dedicata una piazza nel centro di Sofia.<\/p>\n<p>Un breve accenno va anche fatto ad Enrico De Gubernatis che fu nominato Console a Ruschiuk nel 1876 e si trov\u00f2 in citt\u00e0 durante i bombardamenti dell\u2019agosto 1877. Fu l\u2019unico tra i consoli stranieri che rimase a Ruschiuk, sulla base delle istruzioni ricevute, e si adoper\u00f2 non solo per difendere gli interessi italiani nella regione, ma anche per evitare la distruzione della citt\u00e0 adoperandosi presso il Comandante ottomano per salvare la popolazione civile. Gli fu assegnata dalle Autorit\u00e0 italiane la medaglia d\u2019argento al valor civile mentre i bulgari gli dedicarono una strada della citt\u00e0<sup>[ii]<\/sup>.<\/p>\n<p>La storia delle relazioni diplomatiche fra Italia e Bulgaria inizia il 19 novembre 1878 quando Domenico Brunenghi venne destinato a Sofia col titolo di Console Generale in qualit\u00e0 di delegato della commissione consolare per la Bulgaria. Brunenghi aveva gi\u00e0 una certa esperienza nell\u2019area, avendo precedentemente prestato servizio nei consolati di Galatz e Sulina (oggi in Romania), di Bucarest e di Varna. Egli si trasfer\u00ec a Sofia dopo un periodo di 4 anni come Console Generale a Smirne<sup>[iii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Il 3 luglio 1879 Brunenghi venne accreditato presso S.A. il principe Alessandro I di Bulgaria in qualit\u00e0 di reggente l\u2019agenzia e Consolato in Sofia e present\u00f2 al Principe le sue credenziali il 25 luglio dello stesso anno. Iniziarono cos\u00ec ufficialmente le relazioni diplomatiche fra l\u2019Italia e la Bulgaria. L\u2019Italia fu uno dei 10 Paesi (insieme a Austria-Ungheria, Belgio, Regno Unito, Germania, Russia, Paesi Bassi, Francia, Romania e Serbia) che nel 1879 per primi stabilirono relazioni diplomatiche con la Bulgaria liberata.<\/p>\n<p>Brunenghi rimase a Sofia fino al 1880 quando fu destinato a Buenos Aires dove rimase fino al luglio 1888. Successivamente rientr\u00f2 al Ministero e gli fu conferito il titolo onorario di Console Generale di 1\u00b0 classe. Cess\u00f2 dal servizio il 1\u00b0 settembre 1892 e mor\u00ec nel 1910<sup>[iv]<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel febbraio 1880 venne destinato a Sofia, con patenti di agente e Console Generale, Renato De Martino. Originariamente entrato in carriera nel 1858, egli prest\u00f2 servizio in molte sedi europee (Copenaghen, Berna, Madrid, Londra e Stoccolma).\u00a0\u00a0De Martino present\u00f2 le sue credenziali il 14 maggio 1880. Rimase a Sofia per quattro anni finch\u00e9 nel dicembre 1883<sup>[v]<\/sup>fu trasferito a Tokyo con credenziali d\u2019inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario. Successivamente prest\u00f2 servizio a Rio De Janeiro e concluse la sua carriera a Pechino dove rimase fino alla cessazione dal servizio il 1\u00b0 aprile 1902<sup>[vi]<\/sup>.<\/p>\n<p>Carlo Alberto Gerbaix de Sonnaz venne destinato a Sofia nel gennaio 1884, con credenziali di agente e Console Generale. Aveva in precedenza prestato servizio a Bruxelles (in due diversi periodi), a Copenaghen, a Stoccarda e all\u2019Aja. Gerbaix de Sonnaz rimase a Sofia fino al 1893, per ben 9 anni, uno dei periodi pi\u00f9 lunghi fra tutti i Capi Missione italiani che si sono succeduti nella capitale bulgara. Fu sotto il suo mandato che il Principe Alessandro I di Bulgaria fu costretto ad abdicare nel 1886 e l\u2019anno successivo Ferdinando di Sassonia Coburgo fu chiamato a reggere il trono col nome di Ferdinando I. A partire dal 1903, Gerbaix de Sonnaz prest\u00f2 servizio a Bruxelles per poi cessare dal servizio il 21 febbraio 1904<sup>[vii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Alessandro Riva venne destinato a Sofia con patenti di agente e Console Generale nel giugno 1893 e present\u00f2 le sue credenziali il 12 novembre 1893. Nel 1872 era stato destinato a Varna. Prima di ritornare in Bulgaria aveva prestato servizio anche all\u2019Aja, a Berna (in due occasioni), a Berlino e a Rio de Janeiro nel 1889 con credenziali d\u2019inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario. Nel maggio del 1896 fu destinato a Belgrado e nel novembre dello stesso anno nuovamente a Berna. Cess\u00f2 dal servizio il 28 luglio 1901 e mor\u00ec a Milano il 14 luglio 1908<sup>[viii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel novembre 1895 fu inviato a Sofia con patenti di agente e Console Generale Giulio Silvestrelli che present\u00f2 le sue credenziali il 3 maggio 1896. Nel 1901 venne poi trasferito a Berna come inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario e successivamente fu destinato con le stesse funzioni ad Atene. Concluse la carriera come Ambasciatore a Madrid e cess\u00f2 dal servizio il 20 giugno 1911<sup>[ix]<\/sup>.<\/p>\n<p>Giorgio Polacco giunse a Sofia con patenti di agente e Console Generale nel 1901 dopo oltre 5 anni trascorsi a Parigi e con alle spalle una brillante carriera che lo aveva portato in alcune importanti Ambasciate (Londra, Parigi per tre volte, l\u2019Aja e Buenos Aires). Egli present\u00f2 le credenziali il 16 ottobre 1901. Purtroppo il 9 dicembre 1902 mor\u00ec tragicamente a Milano all\u2019et\u00e0 di 42 anni, durante un periodo di congedo, mentre era ancora in servizio in Bulgaria<sup>[x]<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel maggio del 1903 Guglielmo Imperiali di Francavilla venne destinato a Sofia con patenti di agente e Console Generale e present\u00f2 le credenziali il 1 giugno 1903. Si tratta del primo incarico come Capo Missione di un diplomatico destinato a dirigere importanti sedi. Prima di essere inviato in Bulgaria Imperiali di Francavilla era stato a Berlino, Parigi a Washington<sup>[xi]<\/sup>. Nel periodo trascorso in Bulgaria, Imperiali riusc\u00ec a farsi apprezzare dalle autorit\u00e0 bulgare e dal Principe Ferdinando I anche grazie al suo sostegno allo sforzo dei bulgari di sottrarsi all&#8217;influenza russa e austro-ungarica e alla sua esortazione alla moderazione nei rapporti fra la Bulgaria e l\u2019Impero ottomano. Successivamente Imperiali fu Ambasciatore a Costantinopoli e a Londra. Nel 1913 venne nominato Senatore del Regno nella categoria riservata agli Ambasciatori. Alla fine della Prima Guerra Mondiale fu membro della delegazione italiana a Parigi per la firma del Trattato di pace con la Germania siglato a Versailles il 28 giugno 1919, e di cui, assieme a Crespi, fu cofirmatario per l&#8217;Italia. Dal febbraio del 1921 rappresent\u00f2 l\u2019Italia alla Societ\u00e0 delle Nazioni. Nel gennaio 1923, in seguito alla marcia su Roma, si dimise dalla Carriera diplomatica per continuare la sua attivit\u00e0 come Senatore del Regno, carica che ricopr\u00ec fino al giorno della sua morte a Roma il 20 gennaio 1944.<\/p>\n<p>Fausto Cucchi Boasso venne destinato a Sofia nel marzo del 1904 con patenti di agente e Console Generale e present\u00f2 le sue credenziali il 22 giugno 1904. Egli trascorse in Bulgaria circa nove anni in due periodi diversi. Nel corso del primo mandato (che and\u00f2 dal 1904 al giugno del 1910)<sup>[xii]<\/sup>\u00a0assistette alla proclamazione del libero Regno di Bulgaria da parte del principe Ferdinando, il 5 ottobre del 1908 a Tarnovo. In seguito al questo cambiamento istituzionale, nel 1909 l&#8217;Agenzia diplomatica bulgara a Roma e quella italiana in Bulgaria, furono rinominate Legazioni, mentre i rispettivi rappresentanti &#8211; Dimitar Rizov e Fausto Cucchi Boasso &#8211; divennero Inviati Speciali e Ministri Plenipotenziari. Il suo secondo mandato and\u00f2 dal 1913 al 1915<sup>[xiii]<\/sup>, dopo aver trascorso gli anni dal 1910 al 1913 a Berna come Ministro Plenipotenziario. Successivamente fu destinato a Tokyo nel 1915, prima di cessare dal servizio nel gennaio dell\u2019anno seguente<sup>[xiv]<\/sup>.<\/p>\n<p>Tra il 1910 ed il 1913 fu destinato a Sofia, con credenziali di Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario, Alessandro De Bosdari che assunse a Sofia il 23 agosto 1910. Egli venne poi trasferito ad Atene con le stesse funzioni, dove rimase per cinque anni. Successivamente fu destinato a Rio de Janeiro e nel 1922 a Berlino con credenziali di Ambasciatore straordinario e Plenipotenziario dove rimase fino alla sua cessazione nel 1926<sup>[xv]<\/sup>.<\/p>\n<p>Solo dopo il termine della Prima Guerra Mondiale fu inviato un nuovo Capo Missione presso la Legazione italiana a Sofia. Carlo Alberto Aliotti fu inviato nel dicembre del 1918 per svolgere le funzioni di Commissario del Governo italiano in Bulgaria e svolse un\u2019azione diplomatica apprezzata dal Governo locale in quanto vicina alle preoccupazioni bulgare per l\u2019imposizione di una pace troppo severa<sup>[xvi]<\/sup>.<\/p>\n<p>Il 14 settembre del 1920 Luigi Aldrovandi Marescotti fu destinato a Sofia come inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario, interrompendo cos\u00ec la lunga assenza di diplomatici italiani accreditati a Sofia iniziata dal 1915 in seguito alla Prima Guerra Mondiale. Poich\u00e9 nel 1919 Re Ferdinando aveva abdicato a favore del figlio Boris III, Aldrovandi Marescotti present\u00f2 a quest\u2019ultimo le sue lettere credenziali il 3 ottobre 1920. Rimase a Sofia fino al 1923. Prima di essere destinato a Sofia Aldrovandi Marescotti era stato reggente dell\u2019Ambasciata di Berlino e successivamente inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario a l\u2019Aja. Dopo il periodo trascorso in Bulgaria venne destinato al Cairo, a Buenos Aires ed infine nel marzo del 1926 venne destinato come Ambasciatore a Berlino dove rimase fino al 1929.<\/p>\n<p>Il successore di Aldrovandi Marescotti fu Sabino Rinella che venne destinato a Sofia nel gennaio del 1923 come Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario. Egli aveva gi\u00e0 esperienza relativamente al Paese in quanto, dopo la conclusione della Prima Guerra Mondiale, a partire dal settembre 1920, aveva ricoperto la funzione di delegato italiano nella Commissione Interalleata delle Riparazioni a Sofia. Rinella rimase a Sofia fino al 1926, e questa fu la sua ultima sede in quanto cess\u00f2 dall\u2019Amministrazione nello stesso anno. Mor\u00ec a Roma nel settembre 1946<sup>[xvii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Anche per Renato Piacentini, suo successore, Sofia fu l\u2019ultima sede di servizio. Piacentini venne destinato a Sofia il 26 maggio 1926 come Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario e present\u00f2 le sue lettere di credenziali il 17 settembre 1926. Nell\u2019ottobre del 1930 rientr\u00f2 al Ministero dove rimase fino al febbraio 1932 quando cess\u00f2 di far parte dell\u2019Amministrazione. Mor\u00ec a Roma nell\u2019ottobre del 1961. Fu in questo periodo che Piacentini segu\u00ec da vicino e rifer\u00ec costantemente sugli sviluppi e le difficolt\u00e0 di carattere religioso &#8211; superate anche grazie all\u2019azione dell\u2019allora delegato apostolico a Sofia, Mons. Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII) &#8211; del fidanzamento prima e del matrimonio poi fra la Principessa Giovanna di Savoia ed il Re Boris III nell\u2019ottobre del 1930<sup>[xviii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Il successore di Piacentini fu Giuliano Cora che venne nominato nel gennaio 1931 e present\u00f2 le sue lettere credenziali il 20 marzo 1931<sup>[xix]<\/sup>. Cora rimase nella capitale bulgara per tre anni fino al dicembre 1934<sup>[xx]<\/sup>. In precedenza Cora era stato Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario in Albania nel 1925 e ad Addis Abeba dal 1926. Nel 1934 fu trasferito come Ambasciatore prima a Santiago e successivamente nel 1937 a Shangai. Fu collocato a riposo nel giugno 1938 per poi essere richiamato in servizio e destinato ad Ankara nel 1944.<\/p>\n<p>Il 31 dicembre 1934 venne destinato a Sofia come Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario Giuseppe Sapuppo che present\u00f2 le sue lettere credenziali il 16 marzo 1935<sup>[xxi]<\/sup>. Rimase in Bulgaria fino al 1938 quando venne trasferito a Copenaghen. Torn\u00f2 a Roma nel 1942 come Presidente della Commissione studi e documentazione problemi internazionali del lavoro e dell\u2019assistenza sociale. Mor\u00ec in servizio nel dicembre 1945.<\/p>\n<p>Giuseppe Talamo Atenolfi, in provenienza da Lima, venne nominato a Sofia il 27 ottobre del 1937 con credenziali di inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario e present\u00f2 le credenziali il 26 marzo 1938. Talamo, che rimase a Sofia fino al 1940<sup>[xxii]<\/sup>, visse gli anni in cui la Bulgaria non aveva ancora definito una chiara posizione di schieramento rispetto al sistema di alleanze che si andavano delineando in Europa e nella Regione. Sono anche gli anni in cui viene accettato il riarmo della Bulgaria e in cui la Turchia viene percepita come una seria minaccia. Talamo fu trasferito a Budapest nel 1940 e nel novembre 1941 fu richiamato a Roma. Dopo la fine della II Guerra Mondiale non ebbe altri incarichi all\u2019estero, ma solo incarichi ministeriali e fu collocato a riposo nel 1950 per ragioni di servizio, per poi essere richiamato in servizio nel 1958; venne poi definitivamente collocato a riposo per raggiunti limiti d&#8217;et\u00e0 nel 1961. Mor\u00ec a Roma il 28 febbraio 1983.<\/p>\n<p>Massimo Magistrati, fino a quel momento Consigliere all\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Berlino, fu trasferito a Sofia con credenziali di inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario nel marzo 1940 e vi rimase fino a met\u00e0 del 1943<sup>[xxiii]<\/sup>. \u00c8 un periodo particolarmente intenso nei rapporti fra i due Paesi, in cui vengono definite le frontiere fra Bulgaria e Albania che rappresentavano la frontiera fra Bulgaria e Italia. Nel marzo 1941, inoltre, Magistrati assistette all\u2019adesione della Bulgaria al Patto Tripartito e alla dichiarazione di guerra della Bulgaria a Inghilterra e Stati Uniti. Ma sono anche gli anni dell\u2019applicazione delle leggi razziali in Bulgaria (1943) e di una non sempre facile collaborazione con la Germania nazista.<\/p>\n<p>Nel luglio 1943 Magistrati venne trasferito a Berna. Dal 1950 al 1961 svolse numerosi incarichi al Ministero degli Affari Esteri fino a diventare Direttore Generale degli Affari Politici nel dicembre 1954. Concluse la sua carriera al Cairo, dove venne destinato come Ambasciatore nel maggio 1961. Cess\u00f2 dal servizio nel 1964<sup>[xxiv]<\/sup>.<\/p>\n<p>Francesco Giorgio Mameli fu destinato a Sofia con credenziali di inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario nel giugno 1943<sup>[xxv]<\/sup>. Egli si trov\u00f2 a vivere, nell&#8217;agosto dello stesso anno, i difficili giorni che seguirono la morte del re Boris III, in seguito alla quale venne costituito il Consiglio di Reggenza. Nonostante le condizioni drammatiche del Paese la Missione italiana decise di rimanere. Nel mese di novembre del 1943, dopo aver resistito per pi\u00f9 di due mesi, la Legazione lasci\u00f2 la sede ai funzionari che avevano riconosciuto la Repubblica di Sal\u00f2, distruggendo prima tutti gli archivi e cifrari<sup>[xxvi]<\/sup>. Il personale della missione rimasto fedele al giuramento prestato nei confronti del Re rest\u00f2 a Sofia anche durante i bombardamenti e il 10 gennaio 1944 venne internato fuori Sofia, a Kostenets e Varshets, per ritornare nella capitale il 9 settembre 1944 dopo il colpo di Stato in Bulgaria. In seguito al rientro a Sofia, il Ministro Mameli, ritrovatosi senza riconoscimento ufficiale, ottenne tuttavia il diritto di poter proteggere gli interessi italiani salvando cos\u00ec i propri connazionali e i beni italiani dal pericolo, derivante dall&#8217;accordo di armistizio, di internamento e di confisca.<\/p>\n<p>Le normali relazioni italo-bulgare furono ristabilite il 1\u00b0gennaio 1945. Il Ministro Mameli fu confermato Ministro Plenipotenziario d&#8217;Italia nel Paese in cui era stato internato. In quell&#8217;inverno a Sofia affluirono migliaia di ex prigionieri italiani di guerra, da ogni parte dei Balcani e dall&#8217;Unione Sovietica, e da Sofia vennero rimpatriati in Italia. Dal 21 settembre 1945 fino al settembre dell\u2019anno successivo la Legazione viene retta da Piero Vinci in qualit\u00e0 di Incaricato d\u2019Affari a.i. Mameli lasci\u00f2 definitivamente Sofia il 26 dicembre 1946. Dopo essere rientrato al Ministero, Mameli svolse diversi incarichi, fino a divenire Direttore Generale delle Relazioni Culturali con l\u2019Estero nel marzo 1950. Nell\u2019aprile 1952 fu destinato come Ambasciatore presso la Santa Sede e vi rimase per quasi sei anni. Nel gennaio 1958 rientr\u00f2 al Ministero come Vice Presidente del Consiglio del Contenzioso Diplomatico e cess\u00f2 dal servizio per sopraggiunti limiti nell\u2019ottobre dello stesso anno.<\/p>\n<p>Piero Vinci, che era giunto trentenne a Sofia nel 1942 come Terzo Segretario, si trov\u00f2 nell\u2019impegnativa funzione di Incaricato d\u2019affari a.i. in due diversi periodi, dal 21 settembre 1945 fino al settembre 1946 e dal 27 dicembre 1946 al 9 febbraio 1947.\u00a0\u00a0Vinci ebbe successivamente un\u2019importante carriera sia al Ministero dove fu anche Capo di Gabinetto del Ministro, sia all\u2019estero dove fu Capo della Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a New York, dal 1967 per nove anni. Fu poi destinato come Ambasciatore a Mosca, nel marzo 1973, dove rimase solo due anni prima di essere nuovamente destinato a New York come Rappresentante Permanente presso le Nazioni Unite nell\u2019agosto 1975. Cess\u00f2 nel dicembre 1977 per limiti d\u2019et\u00e0 e mor\u00ec ad Ischia il 17 luglio 1985.<\/p>\n<p>Giovan Battista Guarnaschelli venne trasferito a Sofia con credenziali di inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario il 14 dicembre del 1946 ed assunse le sue funzioni il 10 febbraio del 1947 rimanendovi per 5 anni<sup>[xxvii]<\/sup>. Guarnaschelli si trov\u00f2 a dover gestire le tante questioni legate alla complessa situazione dell\u2019immediato dopoguerra, tra cui la chiusura della delegazione apostolica in Bulgaria nel 1948 e la ripresa dei rapporti diplomatici fra Italia e Albania. Guarnaschelli, che era gi\u00e0 stato inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario ad Helsinki, prima di essere destinato a Sofia, concluse la sua carriera come Ambasciatore a Varsavia dove assunse nel 1952. Cess\u00f2 di far parte dell\u2019Amministrazione nell\u2019aprile 1955.<\/p>\n<p>Il 22 gennaio 1952 viene destinato a Sofia Gastone Rossi Longhi con credenziali di Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario. Rimase in Bulgaria fino al 1955 quando venne destinato come Ambasciatore a Lima. Mor\u00ec in servizio nel marzo 1957.<\/p>\n<p>Il successore di Rossi Longhi fu Filippo Muzi Falconi che venne destinato a Sofia con credenziali di Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario nell\u2019agosto 1955 e vi rimase fino al 1958. Successivamente fu Ambasciatore a Djakarta (Indonesia) dal 1959 al 1965, prima di lasciare la carriera nel 1966 per limiti d\u2019et\u00e0<sup>[xxviii]<\/sup>.<\/p>\n<p>Nel 1958 Roberto Gaja, futuro Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri, venne inviato come Ministro Plenipotenziario a Sofia, la sua prima sede come Capo Missione. Gaja, fino a quel momento, era stato Vice Direttore Generale del Personale. Egli rest\u00f2 a Sofia fino al febbraio 1963 quando venne richiamato al Ministero per svolgere le funzioni di Direttore Generale aggiunto degli Affari Politici. Nel settembre 1964 fu nominato Direttore Generale degli Affari Politici e nel gennaio 1970 divenne Segretario Generale. Concluse la sua carriera come Ambasciatore a Washington dove fu nominato nel luglio 1975 e cess\u00f2 dal servizio per sopraggiunti limiti d\u2019et\u00e0 due anni dopo.<\/p>\n<p>Orazio Antinori di Castel San Pietro fu nominato a Sofia con credenziali di Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario nel febbraio 1963. A partire dal settembre 1964 la Legazione di Sofia venne elevata ad Ambasciata e Antinori fu il primo Capo Missione che assunse il rango di Ambasciatore d\u2019Italia con Lettere Credenziali. Egli concluse la sua carriera come Ambasciatore a Lussemburgo dove venne destinato nel marzo 1969 e cess\u00f2 per sopraggiunti limiti d\u2019et\u00e0 nel settembre 1970.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile 1968 fu nominato Ambasciatore a Sofia Giuseppe Puri Purini, in precedenza Ambasciatore a Khartoum (Sudan). Puri Purini rimase a Sofia fino al 1971 quando cess\u00f2 dal servizio per sopraggiunti limiti d\u2019et\u00e0.<\/p>\n<p>Franz Cancellario d\u2019Alena fu nominato Ambasciatore a Sofia nel gennaio 1972 e vi rimase fino alla sua cessazione dal servizio nel maggio 1979.<\/p>\n<p>Dal 9 giugno 1980 venne nominato Ambasciatore d&#8217;Italia a Sofia Carlo Maria Rossi Arnaud, in precedenza Ambasciatore d\u2019Italia a Dakar. Il 13 dicembre 1982, come misura preliminare legata al caso Antonov e al presunto coinvolgimento nell\u2019attentato al Papa Giovanni Paolo II, l\u2019Ambasciatore Rossi Arnaud venne richiamato dal Ministro degli Affari Esteri per consultazioni a Roma. L\u2019Ambasciatore Rossi Arnaud mor\u00ec in servizio il 4 settembre 1983 senza fare mai ritorno nella capitale bulgara<sup>[xxix]<\/sup>.<\/p>\n<p>Dopo il richiamo a Roma per consultazioni dell\u2019Amb. Carlo Rossi Arnaud nel dicembre 1982, rimase Incaricato d&#8217;Affari ad interim il Cons. Alessandro Pietromarchi fino all&#8217;aprile 1983 quando venne sostituito dal Cons. Fabrizio De Agostini. Questi rimase Incaricato d\u2019Affari ad interim fino al 16 aprile 1984 quando Giovanni Battistini venne nominato quale nuovo Ambasciatore d\u2019Italia a Sofia<sup>[xxx]<\/sup>.<\/p>\n<p>I suoi successori furono Paolo Tarony (dal 21 novembre 1987), Agostino Mathis (dal 12 febbraio 1990), Stefano Rastrelli (dal 21 giugno 1994), Tommaso Troise (dal 31 ottobre 1996), Alessandro Grafini (dal 28 aprile 1999), Gian Battista Campagnola (dal 20 maggio 2003), Stefano Benazzo (dal 16 maggio 2008), Marco Conticelli (dal 3 settembre 2012) e Stefano Baldi (dal 19 settembre 2016).<\/p>\n<p>Dal 4 gennaio 2021 l\u2019Ambasciatrice d&#8217;Italia a Sofia \u00e8 Giuseppina Zarra<sup>[xxxi]<\/sup>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo testo \u00e8 gi\u00e0 stato pubblicato nel volume\u00a0BALDI,\u00a0S. \u2013 KOSTOV A.\u00a0(a cura di),\u00a0<em>140 anni di Relazioni fra Italia e Bulgaria. Diplomazia, Economia, Cultura (1879 \u2013 2019)<\/em>, Tendril Publishing House, Sofia, 2020.<\/p>\n<p>[i]\u00a0UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI LECCE, DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E SOCIALI,\u00a0<em>La Formazione della Diplomazia Nazionale (1861 \u2013 1915)<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 1987, 595 \u2013 596.<\/p>\n<p>[ii]\u00a0DAVIDOV, A. \u2013 GUIDA, F.,\u00a0<em>Il Leone e la Scimitarra \u2013 La liberazione della Bulgaria nella testimonianza dei consoli italiani<\/em>, Edizioni Periferia, Cosenza, 1990.<\/p>\n<p>[iii]\u00a0MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI,\u00a0<em>Annuario Diplomatico del Regno d\u2019Italia per l\u2019anno 1890<\/em>, Roma, Tipografia delle Mantellate, 1890, 123 \u2013 124.<\/p>\n<p>[iv]\u00a0UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI LECCE, DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E SOCIALI,\u00a0<em>La Formazione della Diplomazia Nazionale (1861 \u2013 1915)<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 1987, 111.<\/p>\n<p>[v]\u00a0MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI,\u00a0<em>Annuario Diplomatico del Regno d\u2019Italia per l\u2019anno 1890<\/em>, Roma, Tipografia delle Mantellate, 1890, 147.<\/p>\n<p>[vi]\u00a0UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI LECCE, DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E SOCIALI,\u00a0<em>La Formazione della Diplomazia Nazionale (1861 \u2013 1915)<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 1987, 274 \u2013 275.<\/p>\n<p>[vii]\u00a0Ibidem, 358 \u2013 360.<\/p>\n<p>[viii]\u00a0Ibidem, 621 \u2013 622.<\/p>\n<p>[ix]\u00a0Ibidem, 681 \u2013 683.<\/p>\n<p>[x]\u00a0Ibidem, 591.<\/p>\n<p>[xi]\u00a0Ibidem, 391 \u2013 392.<\/p>\n<p>[xii]\u00a0Per i dettagli sulla composizione del personale diplomatico dell\u2019Ambasciata vedi l\u2019Appendice del libro\u00a0BALDI, S.\u00a0(a cura di),\u00a0<em>Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria \u2013 Attraverso i documenti diplomatici italiani<\/em>, Paradigma, Sofia, 2019, 895 e ss.<\/p>\n<p>[xiii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xiv]\u00a0UNIVERSIT\u00c0 DEGLI STUDI DI LECCE, DIPARTIMENTO DI SCIENZE STORICHE E SOCIALI,\u00a0<em>La Formazione della Diplomazia Nazionale (1861 \u2013 1915)<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 1987, 222 \u2013 223.<\/p>\n<p>[xv]\u00a0Ibidem, 239 &#8211; 241.<\/p>\n<p>[xvi]\u00a0BALDI,S.\u00a0(a cura di),\u00a0<em>Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria \u2013 Attraverso i documenti diplomatici italiani<\/em>, Paradigma, Sofia, 2019, 895 e ss.<\/p>\n<p>[xvii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xviii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xix]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xx]\u00a0Per approfondimenti sul periodo trascorso da Cora a Sofia vedi\u00a0MONZALI, L.\u00a0<em>\u201cGiuliano Cora e le relazioni italo-bulgare nella prima met\u00e0 degli anni Trenta\u201d<\/em>\u00a0in questo stesso volume.<\/p>\n<p>[xxi]\u00a0BALDI,S.\u00a0(a cura di),\u00a0<em>Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria \u2013 Attraverso i documenti diplomatici italiani<\/em>, Paradigma, Sofia, 2019, 895 e ss.<\/p>\n<p>[xxii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xxiii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xxiv]\u00a0MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI,\u00a0<em>Annuario diplomatico della Repubblica Italiana, 1963, Volume Primo<\/em>, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1963, 449 \u2013 450.<\/p>\n<p>[xxv]\u00a0BALDI,S.\u00a0(a cura di),\u00a0<em>Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria \u2013 Attraverso i documenti diplomatici italiani<\/em>, Paradigma, Sofia, 2019, 895 e ss.<\/p>\n<p>[xxvi]\u00a0Per ulteriori approfondimenti su questo difficile e complesso momento \u00e8 possibile consultare alcune delle memorie scritte da funzionari che, a vario titolo, ne furono spettatori e protagonisti. Si veda\u00a0DE MOHR, C., DE MOHR U.G.,<em>Odissea di un diplomatico<\/em>, Gangemi Editore, Roma, 2018 e\u00a0SAPORITO, L.,<em>Anche l\u2019insuccesso \u00e8 bello. Memorie di un uomo comune<\/em>, Progetto 2000, Cosenza, 1987.<\/p>\n<p>[xxvii]\u00a0Ibidem.<\/p>\n<p>[xxviii]\u00a0MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI,\u00a0<em>Annuario diplomatico della Repubblica Italiana, 1963, Volume Primo<\/em>, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1963, 487.<\/p>\n<p>[xxix]\u00a0MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI,\u00a0<em>Annuario Diplomatico e delle carriere direttive, 1983<\/em>, Roma, Tipografia riservata M.A.E., 1983, 482.<\/p>\n<p>[xxx]\u00a0Ibidem, 265.<\/p>\n<p>[xxx] Aggiornamento effettuato dall&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Sofia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le relazioni diplomatiche fra Italia e Bulgaria di Stefano Baldi Le relazioni diplomatiche con la Bulgaria furono stabilite poco dopo la Liberazione del Paese dalla dominazione ottomana e la firma del Trattato di Berlino del 13 luglio 1878 quando venne creato il Principato autonomo di Bulgaria. Sotto la dominazione ottomana erano gi\u00e0 attive nell\u2019attuale territorio [&hellip;]","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"parent":533,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-600","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/600","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=600"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8170,"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/600\/revisions\/8170"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}