{"id":39,"date":"2023-04-11T17:55:33","date_gmt":"2023-04-11T15:55:33","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasciatapraga.esteri.it\/?page_id=39"},"modified":"2024-04-19T13:32:11","modified_gmt":"2024-04-19T10:32:11","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019edificio che ospita l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Sofia \u00e8 stato in origine costruito come rappresentanza diplomatica dell\u2019Impero austro-ungarico dopo la liberazione dall\u2019Impero Ottomano con il Trattato di Santo Stefano e poi con quello di Berlino.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 22 marzo 1882, il Consiglio dei Ministri del Principato di Bulgaria concede a titolo gratuito al Governo austro-ungarico il terreno per la costruzione del palazzo dell\u2019Agenzia diplomatica e il 7 aprile 1882 l\u2019architetto Brang mostra all\u2019Agente diplomatico dell\u2019Austria-Ungheria a Sofia, il barone Biegeleben, il progetto che ha elaborato. I lavori di costruzione iniziano il 14 aprile dello stesso anno a spese del Barone Biegeleben in quanto il Governo austro-ungarico ha deciso di non poter assumersi i costi. L\u2019inaugurazione ufficiale del palazzo avviene nell\u2019inverno del 1883.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo un prolungato carteggio tra il Ministro degli Affari Esteri e Biegeleben, nel febbraio 1907 avviene il passaggio di propriet\u00e0 del bene e cos\u00ec, venticinque anni dopo la sua costruzione, l\u2019edificio in Viale Tsar Osvoboditel n. 11 diventa propriet\u00e0 dell\u2019Austria-Ungheria. L\u2019area totale comprende il Viale Tsar Osvoboditel, Via Shipka, Via Parish e il terreno della confinante agenzia diplomatica italiana che era stata nel frattempo costruita nel 1905 e che ospita oggi l\u2019Ambasciata d\u2019Austria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il 14 novembre 1918 la vecchia parte dell\u2019edificio della legazione austro-ungarica viene occupata dall\u2019Italia. L\u2019occupazione viene eseguita sulla base delle esigenze del Generale Mombelli della Missione militare italiana sotto il comando delle forze franco\u2013britannico\u2013italiane, nonch\u00e9 dell\u2019incaricato Ministro plenipotenziario Barone Aliotti nella sua qualit\u00e0 di Commissario del Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al termine del conflitto che vide l\u2019Austria-Ungheria sconfitta, a titolo di riparazione per i danni di guerra, nel settembre 1922 i due immobili sono sottoposti a valutazione, preludio al loro scambio. Subito dopo il riordino dell\u2019ex edificio della legazione italiana, non utilizzato dal 1915, lo scambio viene effettivamente realizzato il 14 febbraio 1925.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Dal settembre 1944 al maggio 1947 l\u2019edificio \u00e8 sede del Comando sovietico nella citt\u00e0; nella cantina vengono realizzate celle per prigionieri. Dopo il maggio 1947 fu restituito all\u2019Italia e riassunse la funzione originaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019edificio demaniale, che \u00e8 stato pi\u00f9 volte ristrutturato dopo il passaggio all\u2019Italia in particolare nella parte destinata alla Cancelleria per adattarla alle mutate esigenze di lavoro e di sicurezza, \u00e8 situato nel cuore della capitale, accanto alla centralissima piazza ove sorgono la cattedrale dedicata ad Aleksandr Nevskij ed altri fra i maggiori monumenti della citt\u00e0. Esso conserva sia nella facciata, sia nella parte destinata alla Residenza la magnificenza di una sede diplomatica ottocentesca con gli arredi e le opere d\u2019arte apportate subito dopo il passaggio all\u2019Italia, grazie ai conferimenti dai palazzi della famiglia Savoia in Piemonte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019edificio rappresenta un patrimonio storico e architettonico e il Governo italiano si \u00e8 impegnato nel corso degli anni per la sua manutenzione e adeguamento nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e delle normative a tutela dei beni architettonici. Nel corso degli anni l\u2019Ambasciata d\u2019Italia ha preservato la sua struttura originaria, il mobilio e le decorazioni, mantenendo il fascino di una villa che esprime lo spirito e la cultura italiani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-2115 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image0498-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"736\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image0498-300x154.jpg 300w, https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image0498-768x394.jpg 768w, https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/image0498.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><br \/>\nLa Residenza in una foto del 1930<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-8164 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Italian-Embassy-Sofia-1-1.png\" alt=\"\" width=\"737\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Italian-Embassy-Sofia-1-1.png 1633w, https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Italian-Embassy-Sofia-1-1-300x203.png 300w, https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Italian-Embassy-Sofia-1-1-1024x694.png 1024w, https:\/\/ambsofia.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Italian-Embassy-Sofia-1-1-768x521.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><br \/>\nLa Residenza in una foto del 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019edificio che ospita l\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Sofia \u00e8 stato in origine costruito come rappresentanza diplomatica dell\u2019Impero austro-ungarico dopo la liberazione dall\u2019Impero Ottomano con il Trattato di Santo Stefano e poi con quello di Berlino. 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