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Mostra "Identità tra segno e colore" - Accademia di Belle Arti di Sofia

Data:

12/04/2018


Mostra

Si è inaugurata martedì 20 marzo 2018 alle ore 18:00 presso la Galleria dell'Accademia di Belle Arti di Sofia, via Shipka 1, l'esposizione collettiva 'Identità tra segno e colore'. In mostra le opere di artisti italiani e bulgari impegnati nell'elaborazione del concetto di identità nazionale e di bandiera.

La mostra, sotto il segno del verde – bianco – rosso, grazie ai contributi e alle opere di studenti e professori dell’Accademia di Brera e dell’Accademia Nazionale di Arte a Sofia, crea una provocante simbiosi tra le traiettorie della rispettiva arte nazionale e le espressioni infinitamente complesse e varie dell’arte contemporanea. La mostra mette in risalto i simboli dell’identità nazionale dei due Paesi e allo stesso tempo ha l’obiettivo di essere una rassegna di opere artistiche d’eccellenza, grazie all’esposizione di opere di molti artisti e docenti di prim’ordine e dei loro migliori studenti. Spaziando dalla litografia alla fotografia, passando dalla grafica digitale e dal disegno più classico, la mostra offre un percorso di forte decostruzione del simbolo che la bandiera nazionale ha incarnato nei secoli passati attraverso la creativa genialità artistica, che insieme interpreta l’orgoglio della propria storia, della propria identità distinta ma aperta al mondo.

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Introduzione dell'Ambasciatore Stefano Baldi alla Mostra “Identità tra segno e colori”

L’Accademia delle Belle Arti di Brera è una delle più prestigiose istituzioni di arte presenti in Italia. Nei suoi quasi duecentocinquanta anni di attività ha formato numerosissimi artisti italiani come Segantini e Pelizza da Volpedo.

È una realtà che si è sempre saputa rinnovare nel tempo rimanendo sempre un punto di riferimento per la ricerca artistica contemporanea e per il costruttivo incontro di artisti di varie estrazioni.

Le trenta opere selezionate per questa mostra rappresentano uno “spaccato” dell’attività attualmente svolta dell’Accademia attraverso la presentazione di lavori particolarmente significativi realizzati da diversi accademici dell’istituzione.

Scorrendo le materie insegnate che fanno riferimento ai diversi artisti si ha già una chiara indicazione del complesso ed affascinante universo dell’apprendimento artistico di oggi. Si va dalle materie che potremmo definire “classiche”, come pittura, decorazione, disegno, incisione, a materie più legate alla modernità e alla contaminazione con altri settori. Fra queste la scenografia, la fotografia, l’illuminotecnica, la scultura creativa.

È avendo a mente questa chiave di lettura che risulta più facile apprezzare ed interpretare le diverse variazioni sul tema della rappresentazione dell’Italia e del tricolore che viene fatta dagli artisti. Non è facile illustrare e delineare artisticamente i simboli di un Paese, come la bandiera, la forma del territorio o come alcuni momenti significativi della storia nazionale, senza rischiare di cadere nella retorica o comunque nel “déjà vu”. Questa è un po’ la sfida che si presentava ai curatori della mostra. Una sfida che è stata sicuramente vinta, a giudicare dalle opere selezionate.

Ci troviamo quindi di fronte a tricolori che prendono forme di balene (Nicola Salvatore), o la rappresentazione di voci (Tiziana Tacconi), della luce (Domenico Nicolamarino), di passi (Maria Cristina Fioretti) o di stazioni (Giacummo Elmar), ma anche altri simboli vengono presentati in modo creativo.

È questo il caso dello stivale (la forma che identifica il territorio dell’Italia) per il quale si ricorre all’immagine delle costellazioni (Marco Pelizzola) o dell’anno di costituzione dell’Italia, il 1861, che viene evidenziato nelle opere Mare Nostrum (Angela Occhipinti) e il sogno d’Italia (Barbara Giorgis).

Come spesso accade con l’arte contemporanea, anche in questa mostra è importante lasciarsi trasportare dall’emozione, dalle sensazioni che ogni artista, con la sua opera, intende trasmettere o lasciar intravvedere. È solo così che sarà possibile apprezzare completamente il grande valore culturale di questa esposizione e capire meglio perché l’Accademia di Brera continua ad avere un posto così rilevante sulla scena artistica italiana ed internazionale.

Stefano Baldi


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