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Un incontro dedicato ai seguiti del Vertice NATO di Madrid, la sicurezza dell’UE, la sicurezza del Mar Nero e Ucraina

Date:

07/07/2022


Un incontro dedicato ai seguiti del Vertice NATO di Madrid, la sicurezza dell’UE, la sicurezza del Mar Nero e Ucraina

In occasione della visita a Sofia del Prof. Vittorio Emanuele Parsi si è tenuto ieri sera presso la Residenza dell’Ambasciatrice d’Italia a Sofia un incontro dedicato ai seguiti del Vertice NATO di Madrid, alla situazione in Ucraina, alla difesa europea e alla sicurezza del Mar Nero, organizzato in collaborazione con il Club Atlantico in Bulgaria. L’evento è stato inaugurato dall’Ambasciatrice Giuseppina Zarra e dal Presidente del Club Atlantico in Bulgaria, Dott. Solomon Passy. La discussione si è articolata in tre panel. Nel primo Angel Apostolov e il Prof. Parsi hanno illustrato gli esiti del recente Vertice NATO di Madrid, dove i Capi di Stato e di Governo hanno discusso del Concetto Strategico 2022 e delle prossime misure che saranno adottate in merito alla crisi ucraina. Nel secondo panel, Bisserka Benisheva e il Prof. Parsi hanno analizzato la sicurezza dell’Unione Europea e le prospettive della Presidenza ceca. Nel terzo e ultimo panel, Velizar Shalamanov e il Prof. Parsi hanno affrontato il tema della sicurezza del Mar Nero.

Dopo la discussione, il professor Parsi ha presentato il suo ultimo lavoro intitolato “Titanic: Il naufragio dell'ordine liberale”, nel quale si analizzano le difficoltà del mondo democratico liberale che sembra fronteggiare un iceberg rappresentato dal declino della leadership americana e l’emergere delle potenze autoritarie di Russia e Cina, dalla polverizzazione della minaccia legata al terrorismo, e dall’affaticamento delle democrazie strette tra populismo e tecnocrazia. Nell’illustrare le difficoltà delle democrazie liberali e il cambiamento degli equilibri di potere, il libro fornisce anche suggerimenti su come le democrazie europee possono ristabilire un nuovo equilibrio politico per mediare tra l'imperativo di crescita economica del mercato e la solidarietà sociale.

Vittorio Emanuele Parsi è Professore di Relazioni internazionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, membro fondatore della Società per lo Studio della Diffusione della Democrazia, membro dell’Advisory Board of LSE-IDEAS (the Center for Diplomacy and Strategy at the London School of Economics). Fa inoltre parte del Gruppo di Riflessione Strategica del Ministero degli Affari Esteri. È editorialista de “Il Sole 24 ore” e “Avvenire”. Autore di numerosi volumi, tra cui: Democrazia e mercato (Jaca Book 1995); Teorie e metodi delle relazioni internazionali. La disciplina e la sua evoluzione (Laterza 2009); La fine dell'uguaglianza. Come la crisi economica sta distruggendo il primo valore della nostra democrazia (Mondadori 2011); Vulnerabili: come la pandemia sta cambiando la politica e il mondo. La speranza oltre il rancore (Piemme 2021).

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Durante la sua visita a Sofia Prof. Parsi è stato intervistato dall'Agenzia Telegrafica Bulgara (BTA):

Prof. Vittorio Parsi: La guerra in Ucraina non è al confine ma nel cuore d’Europa

Non si tratta di una guerra al confine con l'Europa, ma di una guerra nel cuore dell'Europa. Il Mar Nero, l'Egeo e il Baltico sono minacciati. Questo è ciò che il prof. Vittorio Parsi, Professore di Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e direttore dell’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali italiana.

"Gli ucraini hanno dimostrato una volontà straordinaria. Si rendono conto che se non combattono, perderanno tutto: la libertà, la democrazia e la sicurezza. Questo gli mette forza e dà loro coraggio. Per questo motivo dobbiamo sostenerli affinché possano difendersi da soli. Com’è possibile fare questo? Dando loro armi efficaci. Le loro sono un po' vecchie, ma se diamo loro armi moderne, aumentiamo le possibilità che vincano", ha detto l'esperto italiano di Relazioni Internazionali.

Secondo lui il conflitto militare tra l’Ucraina e la Russia ha cambiato la vita dei cittadini europei, causando interruzioni delle catene di approvvigionamento, inflazione e variazione dei prezzi di alcune fonti energetiche.

"Dobbiamo cambiare il formato europeo, le strategie e il modo di vedere i mercati. Essi devono essere più autonomi, anche per quanto riguarda l'offerta. Il rafforzamento dei mercati nazionali garantirà i posti di lavoro alle persone e le maggiori opportunità. È inoltre importante concentrarsi sull'innovazione tecnologica e sull'energia verde. Il cambiamento stesso è l'essenza della vita", ritiene Prof. Vittorio Parsi.

L’incontro dei vertici NATO a Madrid

"All'incontro di Madrid è stato raggiunto un risultato importante: la posizione comune condivisa che la Russia non deve vincere questa guerra. La seconda cosa importante è il via libera all'ingresso della Svezia (e della Finlandia, ndr) nell'Alleanza. Il terzo risultato importante è la conclusione che non ci sono cambiamenti solo all’est ma anche nel baricentro. Tutto si concentra intorno al Baltico, al Mar Nero e all'Egeo", ha sottolineato il professore.

Maggiore sicurezza nel Mar Nero

A dire del prof. Parsi, la Bulgaria e la Romania, insieme al loro confine comune, hanno un'importante posizione geografica, sia in termini di posizione trans-balcanica sia al collegamento del Mar Nero con l'Adriatico.

"Da un punto di vista logistico, si tratta di una posizione molto importante. Il concetto del Mar Nero va ripensato. La Bulgaria e la Romania sono membri della NATO da anni, ma un tempo si riteneva che il Mar Nero dovesse essere più chiuso per impedire ai russi di muoversi. Ora la NATO deve cambiare mentalità. Ciò va a vantaggio della Bulgaria, della Romania e della Turchia, ma anche di altri Paesi come la Georgia, la Moldavia e l’Ucraina. Il Mar Nero deve dare sicurezza, deve essere un luogo sicuro", reputa lui.

"Abbiamo visto cosa è successo con il grano: quando non c'è questa sicurezza, è impossibile intervenire. Questo non dovrebbe più accadere", ha dichiarato Prof. Parsi.

Ha inoltre evidenziato l'importanza del gruppo tattico italiano per la sicurezza della regione, descrivendo la Bulgaria e l'Italia come "veri pilastri della NATO". "Il porto di Varna va protetto. Ci devono essere dei sottomarini che diano un segnale di accesso negato ai russi", ha detto ancora.

Le sfide davanti alla Presidenza ceca del Consiglio dell’UE

"Devono continuare ad applicare quanto già adottato dalle presidenze precedenti, ma anche rafforzare il sostegno e la cooperazione con la NATO. I Paesi dell'Europa centrale e orientale vanno sostenuti. Posso fare l'esempio di ciò che accadde nel III secolo, quando nell'Impero Romano i soldati di stanza in Dalmazia erano più romani dei romani stessi. Grazie a loro ci fu una maggiore espansione anche a Costantinopoli", ha analizzato Prof. Parsi.

È realizzabile un esercito comune europeo?

Secondo Prof. Vittorio Parsi, la creazione di un esercito e di un sistema di difesa comune europeo, come si sente proporre in Europa, è del tutto possibile, ma prima di questo vanno rafforzate tutte le altre forme di cooperazione.

"Soprattutto, ci deve essere una politica unitaria prima che si possa parlare di un esercito unificato, altrimenti questo non funzionerebbe. Bisogna partire dai livelli bassi, da cui attivare questo processo, mentre i livelli alti lo devono realizzare", ha detto l'esperto di Relazioni Internazionali.

Il naufragio dell’ordine liberale

Prof. Vittorio Parsi è in Bulgaria per partecipare a un dibattito organizzato dall'Ambasciata d'Italia e dal Club Atlantico sulle conseguenze del vertice della NATO a Madrid, sulla situazione in Ucraina, sulla difesa europea e sulla sicurezza nel Mar Nero.

A margine del dibattito, Prof. Parsi ha presentato il suo ultimo lavoro intitolato "Titanic: il naufragio dell'ordine liberale", in cui analizza le difficoltà del mondo liberaldemocratico che, a suo avviso, sembra trovarsi di fronte a un iceberg. Questo iceberg, dice il Professore, è costituito dal declino della leadership americana e dall'emergere delle potenze autoritarie – la Russia e la Cina, dal venir meno della minaccia del terrorismo e dal logoramento delle democrazie, in bilico tra il populismo e la tecnocrazia. Illustrando le difficoltà delle democrazie liberali e i mutevoli equilibri di potere, il libro offre anche suggerimenti su come le democrazie europee possano trovare un nuovo equilibrio politico che medi tra gli imperativi della crescita economica del mercato e la solidarietà sociale.

"La democrazia non è l'unica forma, ma è la nostra forma e dobbiamo difenderla. Sono un ottimista. E cos'è un ottimista? È un pessimista che ha preso le misure", scherza l'autore.

https://www.bta.bg/bg/news/bulgaria/293933


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